La neurocezione è un processo spontaneo e inconscio con cui il sistema nervoso autonomo valuta l’ambiente, le interazioni sociali e i segnali interni del corpo, per determinare se siamo al sicuro o in pericolo. Questo termine coniato da Stephen Porges, padre della teoria polivagale, ha rivoluzionato la comprensione delle risposte automatiche legate alla sopravvivenza, al coinvolgimento sociale e al comportamento difensivo.
In questa guida alla teoria polivagale, esploreremo come la neurocezione funga da vero e proprio “radar” neurale e come l’ipnosi possa influenzarla positivamente.
Cos’è la neurocezione secondo la Teoria Polivagale
La neurocezione è un meccanismo neurocettivo, ovvero un processo neurale che scruta l’ambiente e l’interno del corpo, valuta continuamente segnali di sicurezza o di minaccia e innesca automaticamente una risposta autonomica coerente.
A differenza della percezione cosciente, la neurocezione opera sotto la soglia della consapevolezza. Può rilevare un sorriso o un cipiglio, una vocalizzazione, la temperatura di una stanza, o anche un rumore improvviso, per decidere se attivare una risposta di calma o una di allerta.
Caratteristiche principali della neurocezione
La neurocezione si manifesta attraverso segnali specifici e modalità riconoscibili, che influenzano in modo diretto il nostro stato fisiologico e comportamentale. Tra queste:
- Processo inconscio e sottocorticale;
- Si basa su stimoli interni (frequenza cardiaca, mal di stomaco, gola secca) ed esterni (espressioni facciali, tono di voce, interazione);
- Determina se attivamente entrare in stato di calma o inibire il comportamento sociale;
- Neurocezione di sicurezza = maggiore apertura all’attaccamento e all’intimità;
- Neurocezione è orientata verso la protezione quando ci sono segnali di minaccia.

Teoria Polivagale: la struttura neurale della sopravvivenza e del coinvolgimento sociale
La teoria polivagale riformula il funzionamento del sistema nervoso autonomo come un insieme di sistemi gerarchici evolutivi legati alla sopravvivenza e all’attaccamento.
Stephen Porges ha identificato tre livelli principali:
I tre sistemi del nervo vago secondo Porges
- Sistema vagale ventrale (mielinizzato):
Associato a senso di sicurezza, facilità di respirazione, coinvolgimento sociale, regolazione emotiva e apertura relazionale. - Sistema simpatico:
Attiva comportamenti di mobilitazione, lotta o fuga, specialmente in risposta a segnali di minaccia. - Sistema vagale dorsale (non mielinizzato):
Regola la immobilizzazione, collasso, svenimento o dissociazione in caso di pericolo estremo.
La neurocezione, in questo modello, attiva uno di questi tre sistemi, generando una cascata di risposte biologiche coerenti con la situazione percepita.
Come l’ipnosi può modulare la neurocezione
Nel lavoro del Dr. Marco Paret, l’ipnosi – in particolare se non verbale – si integra perfettamente con la teoria polivagale. L’obiettivo è attivare il sistema vagale ventrale, creando uno stato fisiologico di calma, fiducia e neurocezione di sicurezza.

Tecniche terapeutiche per regolare la neurocezione
Rilassamento guidato e stato ipnotico
Indurre uno stato lento e profondo di rilassamento consente di inibire le risposte simpatiche di allerta, favorendo il senso di intimità e sopravvivenza calma.
Respirazione e consapevolezza
Tecniche come la respirazione diaframmatica migliorano il tono vagale, riducendo sintomi come fitta di fame, gola secca, mal di stomaco, e riportando l’attenzione al momento presente.
Visualizzazioni e suggestioni
Visualizzare un luogo sicuro o ricevere suggestioni ipnotiche su controllo, forza e benessere contribuisce ad attivare risposte calmanti e rassicuranti nel corpo.
Integrazione somatica
Attività come il movimento consapevole, il suono, le vocalizzazioni o il canto spontaneo aiutano a stimolare la componente neurocettiva positiva.
Ipnosi e neurocezione, un ponte tra mente inconscia e sicurezza interiore
La neurocezione, come ha dimostrato Stephen Porges, rappresenta la base invisibile ma potente delle nostre reazioni psicologiche e fisiologiche. Comprendere e attivare in modo consapevole le risposte difensive o di calma del corpo ci consente di migliorare le relazioni, ridurre lo stress e intervenire efficacemente nei percorsi di trasformazione personale.
Integrare la teoria polivagale con approcci come l’ipnosi e il mesmerismo, come fa il Dr. Marco Paret, apre nuove prospettive terapeutiche e consapevoli per la cura dell’essere umano nella sua totalità. Approfondire il funzionamento della neurocezione e il modo in cui il corpo riconosce e reagisce ai segnali di sicurezza o minaccia può aprire le porte a una nuova consapevolezza di sé. Nel Corso Master del Dott. Marco Paret, queste dinamiche vengono esplorate in profondità, offrendo strumenti pratici per applicare l’ipnosi e la comunicazione non verbale al servizio del benessere personale e relazionale.


